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carteBollate

Oggetti d'Evasione è una mostra che è stata presentata alla Fabbrica del Vapore nel 2024 durante la Settimana del Design. Tutto il materiale informativo che accompagnava l'esposizione è ora disponibile on-line in forma completa.

La Redazione di carteBollate è in via Cristina da Belgioioso 120 - 20157 Milano

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Il nuovo libro del giornalista Paolo Aleotti che racconta della sua esperienza a Bollate e di una «dimensione diversa del carcere dove si torna con i piedi a terra solo quando si capisce che si ha di fronte una persona e non un reato».

Benvenuti In Galera è il film documentario di Michele Rho che racconta la storia del primo ristorante al mondo aperto dentro un istituto di pena. Situato presso la Casa Circondariale di Milano Bollate, il ristorante In Galera rappresenta un esempio concreto di reinserimento sociale dei detenuti. 

Grazie ai nostri affezionati lettori carteBollate continua a poter andare avanti. L'appello lanciato a suo tempo per sostenerci non è caduto nel vuoto e il sostegno che ci hanno dato è stato fondamentale per continuare ad esserci.  Come diciamo sempre, anche un piccolo contributo, versato all'Associazione "Amici di carteBollatepuò aiutarci a proseguire nel nostro lavoro. Grazie ancora a tutti.

Vi ricordiamo il nostro IBAN che è: IT03R0501801600000020001294 

Il Ristorante In Galera è stato recensito molto positivamente anche dalla guida Michelin. Ne parla Fabio Zanchi in suo articolo su Fogli e Viaggi.  Per prenotazioni: 334-3081189

Ricordiamo anche a tutti coloro che si abbonano di comunicarci via mail l'indirizzo postale o quello di posta elettronica a cui desiderano ricevere il giornale. Grazie

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E' uscito il 7 aprile "La pena oltre la pena" (Libraccio ed.) scritto da Susanna Ripamonti e Roberta Ghidelli (a cura di Giacomo Ghidelli), che tratta del carcere delle donne. In questo libro ascoltiamo soprattutto le voci di donne che si sono avvicendate nella redazione di carteBollate, il periodico pensato e scritto dalle persone detenute nel carcere di Bollate e attraverso loro, il libro parla della discriminazione che le donne subiscono in un sistema detentivo fatto e pensato per i maschi e dai maschi e che non è in grado di capire la specifica sofferenza femminile. Gli uomini detenuti normalmente dicono: «Il carcere puoi viverlo o subirlo» e loro scelgono di viverlo. Le donne invece lo rifiutano e questo è visto come un segno di disadattamento, di elusione delle regole, che porta a considerarle come persone ingestibili.

 

«Quando si proibisce qualcosa, si calcolano mai i rischi e i benefici? Se lo chiedono le autrici davanti a Roberta che, per la prima volta dopo anni, guarda allo specchio (oggetto proibito in prigione) le trasformazioni del proprio corpo. La risposta è no, non si calcolano, o meglio vengono calcolati sulla base del solo parametro della sicurezza: tutto può essere strumento di offesa e aggressione e quindi si proibisce. Il patimento delle donne rispetto a questa impostazione è amplificato, come ci raccontano le detenute».

(Dalla prefazione di Lucia Castellano)

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